Dopo la rimozione del veto ungherese sugli aiuti europei all’Ucraina, arriva il primo confronto in presenza tra il nuovo governo Magyar e quello presiduto da Volodymyr Zelensky. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha incontrato la sua omologa ungherese Anita Orban a margine di un vertice ministeriale NATO, segnando un tentativo concreto di distensione tra i due Paesi.
Al centro del colloquio, secondo quanto riferito dallo stesso Sybiha, vi sono stati i diritti della minoranza ungherese in Ucraina e il percorso di adesione di Kyiv all’Unione europea. I due ministri hanno preso atto dei progressi raggiunti nei recenti colloqui tecnici sulla questione minoritaria e hanno concordato un nuovo round negoziale già la prossima settimana.
“Entrambe le parti riconoscono l’importanza di avanzare su questo dossier; cerchiamo soluzioni costruttive e risultati concreti”, ha dichiarato Sybiha su X, sottolineando la volontà politica di mantenere aperto il canale diplomatico.
Il confronto arriva dopo un primo ciclo di consultazioni tecniche online tenutosi il 20 maggio, che ha affrontato le questioni legate alla minoranza ungherese concentrata nella regione occidentale ucraina della Transcarpazia. Anita Orban ha definito questi contatti “passi importanti” verso la ricostruzione delle relazioni bilaterali. “L’Ungheria rimane impegnata a favore della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina”, ha aggiunto.
Nonostante il miglioramento del clima politico, la questione delle minoranze resta uno dei principali punti di attrito. Budapest continua a criticare la legislazione linguistica ucraina, che rafforza il ruolo della lingua ucraina nel sistema educativo nazionale. Kyiv respinge le accuse di discriminazione, sostenendo che le norme siano funzionali al rafforzamento dell’identità statale dopo decenni di politiche di russificazione.
Il dossier minoranze si intreccia direttamente con il percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione europea. Il governo ungherese precedente aveva più volte bloccato o rallentato i progressi di Kyiv verso l’avvio dei negoziati formali. In questo contesto, Sybiha ha ribadito ad Anita Orban “l’importanza cruciale dell’adesione dell’Ucraina all’Unione europea e dell’apertura tempestiva dei cluster negoziali”.
Secondo il ministro ucraino, Kyiv si aspetta l’avvio di tutti e sei i cluster negoziali entro giugno, segnalando un’accelerazione del processo di integrazione europea. “Il principale ostacolo politico da parte del precedente governo Orban è stato rimosso”, ha affermato Sybiha, sottolineando che l’Ucraina avrebbe già soddisfatto le condizioni tecniche richieste.
In parallelo, Sybiha ha aggiornato la sua controparte ungherese sulla situazione sul campo di battaglia, sul processo di pace e sul ruolo che l’Europa potrebbe assumere nelle prossime fasi diplomatiche del conflitto.
Il nuovo ciclo di dialogo tra Kyiv e Budapest si inserisce quindi in una fase di riallineamento politico più ampia all’interno dell’Unione europea e della NATO, in cui la gestione delle minoranze e l’allargamento comunitario tornano a intrecciarsi con le dinamiche di sicurezza legate alla guerra in Ucraina.

